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GASTONE BRILLI PERI

Gastone Brilli Peri - Foto d´epoca

Gastone Brilli Peri nacque a Firenze il 24 Marzo 1893. Figlio del Conte Alessandro e della Marchesa Elisa Alli Maccarani è sicuramente da includere fra i rampolli della nobiltà fiorentina.

Nelle annuali permanenze a Montevarchi nel periodo estivo presso la villa di campagna di famiglia, Gastone cominciava a prendere confidenza con la vita in piena libertà dando sfogo a quella vitalità ed esuberanza fisica che la vita della Firenze di allora riusciva a comprimere principalmente per due motivi: la sua non spiccata tendenza allo studio e per la severità del padre. Montevarchi quindi si confaceva di più al carattere di Gastone, anche per il continuo sorgere di gruppi sportivi per iniziativa dei molti appassionati di vari sport: questo ambiente vivo e vitale gli consentì di avvicinarsi al mondo dello sport e delle gare.

Gastone Brilli Peri disputò la sua prima gara all’inizio del 1907, all’età di 14 anni. La bicicletta fu il suo primo amore. Fu anche la gara che segnò il primo grosso “ruzzolone” del futuro campione. Scrive lui stesso nella sua autobiografia: ”A San Giustino mi si rompe la forcella; mi trovo in terra con la testa ed un ginocchio rotti. Minaccia di commozione cerebrale; dieci punti di sutura. Ma mio padre mi ha fabbricato bene; la domenica successiva, tutto fasciato e infagottato corro e vinco una corsa a Mercatale Valdarno”. Tutto questo ci dà un’idea di quale fosse lo spirito di Gastone: una volontà mai doma, la voglia di correre, di vincere, un senso misto di coraggio e di avventura. Questo binomio sarà la molla di tante gare sino a quella tragica del 1930. Nel 1911 vinse il campionato toscano ed ebbe anche un ottimo piazzamento al campionato italiano di ciclismo.

L´esordio in bicicletta

Appena diciannovenne alla bicicletta subentrò la grande passione per i motori. Il primo amore fu la motocicletta. Comprò nel 1912 una “Della Ferrera” e l’anno successivo si iscrisse al Moto Club d’Italia ottenendo la licenza per partecipare alle gare. Nel 1914 partecipò al 1°Giro motociclistico d’Italia. Pur essendo partito 45° da Milano giunse a Firenze proprio con quarantacinque minuti di vantaggio su tutti i concorrenti.

Durante la prima guerra mondiale Gastone interruppe la sua partecipazione alle gare motociclistiche e divenne soldato del 69° Reggimento Fanteria: fu impiegato utilmente nel ruolo di motociclista addetto all’Ufficio Stampa del Comando Supremo.

La fine del conflitto mondiale segna la vigilia del debutto di Gastone Brilli Peri nel campo dell’automobilismo. C’era stata prima dello scoppio della guerra un’esperienza nel settore ed esattamente al circuito del Mugello: nel 1914 aveva partecipato alla gara non al volante ma come meccanico del conte San Giorgio. Occorrerà arrivare all’anno 1920 per vederlo esordire in una classicissima del tempo: la Parma-Poggio Berceto. Con la vettura “Aquila Italiana” si classificò terzo. Era così giunto a sposare lo sport a lui più congeniale, la disciplina agonistica con la quale entrava in perfetta simbiosi e nella quale colse i più grandi successi internazionali scrivendo il suo nome insieme a quello dei più grandi campioni: Ascari, Ferrari, Campari e Nuvolari per citare i suoi contemporanei.

Corse con le più note marche di allora: Fiat-Nazzaro, Steyr, Ballot, Bugatti, Talbot e Alfa Romeo con la quale si laureò campione del mondo sul circuito di Monza.

Fra le gare che meritano di essere ricordate c’è sicuramente la Targa Florio, la più antica corsa automobilistica del mondo che assunse tale importanza internazionale per la stupenda cornice ambientale e soprattutto per la forte selezione fra i piloti.

Brilli Peri partecipò alla XIII edizione e fu costretto al ritiro per il massacrante percorso e per l’incidente che gli capitò: semisepolto sotto undici quintali della sua macchina. Fu Antonio Ascari a trasportarlo all’ospedale. Tutti lo ritenevano agonizzante , ma ancora fasciato lo stesso anno partecipò con successo alla Parma-Poggio Berceto ed al Mugello, ottenne anche ottimi piazzamenti alla gara della Consuma ed al Gran Premio d’Autunno a Monza.

L’anno successivo corse la XIV edizione della Targa Florio a bordo della Steyr, ma dovette nuovamente ritirarsi. Nel maggio del 1923 vinse la classicissima Parma-Poggio Berceto e il Premio del Mugello. Nell’agosto dello stesso anno si aggiudica la terza edizione del Circuito del Montenero.

La sua P2 e i suoi amici

Ancora con la Steyr partecipò nel 1924 alla XV edizione della Targa Florio alla quale venne abbinata per la prima volta la Coppa Florio. Sempre nel 1924 Gastone Brilli Peri corse il Gran Premio di Spa in Belgio e l’anno successivo il Gran Premio di Francia dove Antonio Ascari perse la vita ribaltandosi con l’Alfa Romeo P2, la grande auto da corsa che dominerà per tutto il decennio successivo. Per la scuderia Alfa Romeo l’unico modo per colmare la grave perdita subita fu ingaggiare Brilli Peri. Proprio a bordo dell’Alfa Romeo P2 il 6 settembre 1925 a Monza Gastone vince il V Gran Premio d’Italia e si laurea Campione del Mondo. L’Alfa Romeo decise di ricordare questo storico evento aggiungendo dal 1925 una corona di alloro in metallo argentato allo stemma delle sue autovetture.

Il trionfo di Monza non sembrò minimamente appagare il senso sportivo e il desiderio di vincere di Gastone Brilli Peri. E’ tutto un susseguirsi di vittorie nei più aspri circuiti e nelle strade d’Italia. Vince il Circuito di Lario, ancora primo assoluto a Montenero, Perugina, Brescia, Cremona, Mugello, Tunisi, alla Collina Pistoiese e alla Consuma; è primo di categoria nel Gran Premio Milano. Continua a piazzarsi ottimamente ancora alla Targa Florio e al Gran Premio di Roma.

La mattina dell´incidente

La sfida automobilistica alle alte velocità ormai era il tema dominante degli appassionati di motoristica. La febbre delle ricerca di continui records non poteva non contagiare Gastone Brilli Peri e fu questa, forse, la causa della tragedia del 22 marzo 1930 in cui trovò la morte durante il VI Gran Premio di Tripoli: durante la prova del percorso di gara perse la padronanza della sua potente macchina e andò a sbattere alla velocità di circa 180 km/h contro il muricciolo di un giardino. Sbalzato fuori dal sedile rimase ucciso sul colpo. La salma fu trasferita al cimitero di Trespiano nella cappella gentilizia di famiglia.


Bibliografia: Giuseppe Ferrarese, Gastone Brilli Peri-La storia di un grande campione,
Nova officina poligrafica laziale s.r.l., Roma 1998.

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